La Vita va così

La Vita Va Così è un film del 2025 di genere commedia, diretto da Riccardo Milani, con Virginia Raffaele, Diego Abatantuono e Aldo, della durata di 120 minuti.

La Vita Va Così è ambientato in un angolo meraviglioso della Sardegna che resiste al capitalismo sfrenato e racconta la storia di una comunità costretta a un bivio drammatico: scegliere tra il sogno di avere un lavoro stabile e la necessità di difendere il proprio territorio e la propria identità.
Alla soglia del nuovo millennio, due destini lontani si scontrano su una lingua di costa ancora incontaminata nel sud della Sardegna. Efisio Mulas è un pastore solitario, custode silenzioso di un tempo che sembra non esistere più. Vive lì da sempre, tra il mare e i suoi animali, nella piccola casa dove è nato.
Dall’altra parte c’è Giacomo, Presidente di un potente gruppo immobiliare, simbolo di un’Italia lanciata verso il futuro. È deciso a trasformare quella costa in un resort di lusso.
Al suo fianco Mariano, capo cantiere e uomo pratico, ha il compito di convincere Efisio a cedere quell’ultimo lembo di terra.
Tra questi mondi inconciliabili si muove Francesca, la figlia di Efisio, divisa tra le sirene del cambiamento e l’appartenenza alla propria terra. Quando Efisio rifiuta l’ennesima offerta milionaria, la trattativa si trasforma in una battaglia legale nella quale entra in scena Giovanna, una giudice nata e cresciuta in quei luoghi chiamata a dirimere il conflitto.
Mentre le pressioni aumentano e la comunità si spacca tra chi sogna nuove opportunità di lavoro e chi teme di perdere per sempre la propria identità, l’incrollabile “no” di Efisio si carica di un significato collettivo. Forte del valore delle sue scelte e della memoria di chi è venuto prima di lui, Efisio sa che a volte, proprio perché “la vita va così”, bisogna fermarsi e decidere da soli dove andare.

Un Semplice Incidente

Un Semplice Incidente è un film del 2025 di genere thriller, drammatico, diretto da Jafar Panahi, con Vahid Mobasseri, Ebrahim Azizi e Mariam Afshari, della durata di 105 minuti

Un Semplice Incidente prende avvio da un incidente notturno: Rashid (Ebrahim Azizi), in auto con la moglie incinta e la figlia, investe un cane. Si ferma, scende, verifica le condizioni dell’animale, lo abbatte e riparte. Poco dopo, l’auto si guasta. Una sosta presso un’officina gli fa incontrare Vahid (Vahid Mobasheri), un meccanico che riconosce in lui un dettaglio inquietante: il passo claudicante dell’uomo e il suono metallico della sua protesi. Quel suono lo riporta a un trauma mai elaborato.
Anni prima, Vahid era stato incarcerato per aver chiesto di essere pagato. In prigione era stato torturato da un uomo noto come “Gamba di Legno”. Ora, convinto che Rashid sia quel torturatore, Vahid lo segue, lo aggredisce e lo rinchiude nel retro del suo furgoncino. Parte verso il deserto, deciso a seppellirlo vivo. Ma Rashid nega, e i dubbi iniziano a insinuarsi.
Per ottenere conferme, Vahid si mette in viaggio verso la città, coinvolgendo altri ex detenuti che, come lui, hanno subito torture. A bordo del furgone salgono un libraio, una fotografa, una sposa, il suo promesso e un operaio: tutti convinti di poter riconoscere il torturatore. Ma i pareri divergono, le certezze vacillano.
Il deserto diventa il teatro di una resa dei conti incerta, dove il confine tra giustizia e vendetta si fa sottile, e la memoria si rivela un terreno instabile

Springsteen – deliver me from nowhere

Springsteen: Liberami dal Nulla è un film del 2025 di genere drammatico, biografico, musicale, diretto da Scott Cooper, con Jeremy Allen White, Stephen Graham e Paul Walter Hauser, della durata di 112 minuti.

Springsteen: Liberami dal Nulla segue Bruce Springsteen (Jeremy Allen White) nella realizzazione dell’album “Nebraska” del 1982, anno in cui era un giovane musicista sul punto di diventare una superstar mondiale, alle prese con il difficile equilibrio tra la pressione del successo e i fantasmi del suo passato. Inciso con un registratore a quattro piste nella sua camera da letto in New Jersey, l’album segnò un momento di svolta nella sua vita ed è considerato una delle sue opere più durature: un album acustico puro e tormentato, popolato da anime perse in cerca di una ragione per credere.

La Macchinazione – Pasolini

Domenica sera, 2 novembre, ore 21, al cinema S. Amanzio di Travedona verrà proiettato il film “La macchinazione” di David Grieco, a ingresso gratuito, col Patrocinio del Comune.

Proprio il 2 novembre è l’anniversario del barbaro assassinio di Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi intellettuali del ‘900. Forse il più grande, per quanto ha saputo leggere in anticipo, da autentico profeta, gli sviluppi e i cambiamenti della società italiana. Alla cerimonia funebre, così si espresse lo scrittore Alberto Moravia: “Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo. Quando sarà finito questo secolo, Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. Il poeta dovrebbe esser sacro”.
Quello di Pasolini fu delitto “politico”. Questa è la tesi che il film di David Grieco, certifica a chiare lettere. Un’opera, quella di Grieco – già aiuto regista di Pasolini – che più di ogni altra scava a fondo nel mistero che quella tragica notte del 2 novembre del 1975 si consumò al lido di Ostia. Pasolini non fu certamente vittima di un litigio con un “ragazzo di vita”, quale Pino Pelosi era, per motivi sessuali. Pelosi, reo confesso, venne condannato per l’omicidio di Pasolini, ma già nel maggio 2005, nel corso di una trasmissione televisiva Rai, ritrattò la propria confessione e si dichiarò non colpevole. Pelosi sostenne che furono altre persone a commettere il delitto; però non si spinse oltre, non rivelandone, per paura, l’identità.
“La macchinazione” è l’opera cinematografica ideale – tra i tanti film sull’assassinio di Pasolini -, per chi vuole capire a fondo come sono andate le cose, anche se una buona dose di mistero resta. Interpretato magistralmente da un sorprendente Massimo Ranieri, che ha dalla sua una particolare somiglianza con il poeta di Casarsa, il film unisce sapientemente le varie ipotesi sul movente che avrebbe spinto gli assassini ad eliminare un testimone scomodo come Pasolini. La politica s’intreccia con la strategia della tensione, il furto delle bobine di “Salò” con la scrittura di “Petrolio” (le ultime due opere incompiute e maledette) in una trama avvincente dove la realtà sembra superare l’immaginazione, fin tanto da scoprire il mistero del complotto che potrebbe avere provocato la morte di Enrico Mattei, il presidente dell’Eni precipitato nel 1962 con il suo aereo nella campagna pavese di Bascapè. Addirittura ipotizzando che quel complotto sarebbe stato orchestrato con la copertura di organi dello stato, e poi occultato in un intreccio di omertà e depistaggi pronti a ricompattarsi ogni volta che, nella storia del paese, qualcuno minaccia di rivelarne il segreto. Per questo motivo sarebbe sparito nel nulla a Palermo il giornalista Mauro De Mauro, eliminato in circostanze misteriose durante le riprese d “Il caso Mattei” di Francesco Rosi. Per questo motivo lo scrittore Pier Paolo Pasolini, ucciso ufficialmente in una lite tra “froci”, sarebbe vittima di un agguato studiato a tavolino. Come si legano i tre delitti? “La macchinazione” ce lo spiega, perché di macchinazione si tratta.