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La nostra storia comincia con una delle figure più ricordate a Travedona:
Don Carlo Clerici, parroco dal 1920 al 1951. Don Carlo con il coro
Carlo, dotato di grande carisma riuscì ad aggregare un gran numero di giovani che si riunivano nel salone della chiesa parrocchiale.
L'esigenza di avere uno spazio adeguato per accogliere i tanti ragazzi che trascorrevano il loro tempo libero nelle attività parrocchiali, spinse Don Carlo a desiderare un oratorio il cui progetto coinvolse attivamente il giovane Riccardo Erpoli, che, il 1 aprile 1938 acquistò quindi a proprie spese un appezzamento e lo donò poi alla Parrocchia. Nonostante l'entusiasmo per questo primo risultato, la parrocchia non poteva affrontare economicamente un impegno così oneroso. Don Carlo e i suoi più stretti collaboratori decisero così nel marzo del '38 di interpellare la popolazione avviando una raccolta fondi in cui si accettavano persino contributi a rate. Tutto doveva essere pronto infatti per il 19 agosto 1939: giorno della visita pastorale dell’arcivescovo, il cardinale Schuster, il quale rimase entusiasta dell’oratorio che benedì.
Il 20 agosto fu una giornata di gran festa che vide la partecipazione di una gran folla. A S.Amanzio, a cui l’oratorio fu dedicato, i travedonesi furono sempre molto devoti. A cominciare dal 1933, quando iniziarono i lavori di restauro della Chiesa, per la precisione con la traslazione dell’altare.
Durante lo spostamento, si trovò, in mezzo ai fiori e alla bambagia, la testa di S.Amanzio martire, 3 scatolette di legno ben sigillate, un’orazione allo stesso santo e una pergamena scritta 160 anni prima dal parroco del tempo che testimoniava la presenza del santo nei dintorni di Travedona.
L’anno seguente, con l’entrata in guerra dell’Italia, si sospesero i lavori e le varie attività ricreative. Gli anni che seguirono immediatamente la conclusione del conflitto videro l’oratorio S.Amanzio come un punto di sicuro approdo soprattutto per quanto riguarda l’attività teatrale.
Riccardo Erpoli Riccardo Erpoli (nella foto) fu una figura molto importante per lo sviluppo del teatro in paese non solo da un punto di vista artistico, ma anche organizzativo ed amministrativo: teneva infatti il libro cassa registrando tutta l’attività teatrale ed economica dal ’33 al ’51. Il teatro costituì un elemento di svago e di aggregazione per i vari componenti delle tre compagnie teatrali esistenti in quel periodo a Travedona. Gli attori erano tutti maschi, perché c'era ancora il divieto di fare teatri misti. Riccardo Erpoli
La morte di Don Carlo nel ’51 fu per Travedona un duro colpo che determinò un periodo di crisi. Per molto tempo il teatro S.Amanzio fu poco utilizzato (dalla mandolinistica, dal coro e in occasione di qualche spettacolo…) e rimase abbandonato. Tuttavia la passione per il teatro si era solo assopita. Si sarebbe risvegliata in volti nuovi e in nuovi entusiasmi all’inizio degli anni 70 con la compagnia "Il Piccolo Palcoscenico".

spettacolo A causa del degrado del S.Amanzio, il Piccolo palcoscenico decise di mettere in scena gli spettacoli nella sala della partecipazione del comune. La compagnia organizzò poi nei mesi di giugno e luglio del 1993 una rassegna estiva nei cortili del paese, spinta dal desiderio di raccogliere fondi per la ristrutturazione del tetto del teatro. Il S.Amanzio così rinnovato fu inaugurato il 23 dicembre 1993 con la rappresentazione della commedia "L'amante del ragioniere". La ristrutturazione del tetto fu possibile anche grazie all'intervento della Parrocchia.
spettacolo Nel 1994 giunse a Travedona il nuovo parroco, Don Luciano Colombo che appena arrivato, dovette far fronte a questa emergenza strutturale, contribuendo a coprire la spesa dei lavori. Nonostante la ristrutturazione del tetto, a causa della mancanza di interventi di manutenzione e l'emanazione di nuove leggi sempre più esigenti in materia di sicurezza, il teatro S.amanzio risultò inagibile. Era quindi necessario l'elaborazione di un piano di recupero e di restauro della struttura. Il progetto di recupero fu affidato allo studio tecnico Stucchi di Milano e i lavori all’impresa edile dei fratelli Tringali di Travedona che iniziarono nel '96. Le spese risultaronono ingenti e i lavori procedettero gradualmente. C’erano più fondi ma non erano ancora sufficienti.

Nel 2002 nacque poi il gruppo Santamanzio con l’intento di raccogliere nuovi fondi per risistemare il teatro e riaprirlo. Per questo furono organizzate diverse iniziative tra cui “Compra 1 Mattone per il S.Amanzio”. Il 3 luglio 2004 venne organizzato uno spettacolo al lago con la partecipazione del Mago Forrest e numerosi cabarettisti e artisti televisivi. Con i soldi raccolti e il contributo del Comune e delle associazioni travedonesi finalmente il 22 marzo 2002 inizarono i lavori che portarono al rifacimento dell'impianto elettrico, di riscaldamento e di sicurezza. Furono recuperati i vecchi serramenti, le porte e le finestre. Vennero poi acquistati nuovi arredamenti, attrezzature e luci.
Benedizione Monsignor Stucchi
Il 16 giugno 2005 in cineteatro “S. Amanzio” venne “ri-inaugurato” da mons. Luigi Stucchi, vescovo di Varese, e riaprì definitivamente i battenti con un’attività poliedrica che va dal cinema al teatro, dai concerti alla danza… Il tutto gestito da un gruppo, il Santamanzio appunto, di soli volontari che, con l’aiuto della parrocchia e del Comune, riescono a portare avanti un importante discorso ricreativo-culturale.

Ora a Travedona Monate il S.Amanzio c'è, esiste e funziona.

E’ stato finalmente restaurato con una spesa che si aggira intorno a 230 mila euro.